Nov 082014
 

Cari Amici, dopo i primi positivi incontri organizzati da riFarepadova – di carattere generale e di ambito più specifico – rivolgiamo un invito a tutti coloro che desiderano impegnarsi nei gruppi di lavoro, che supportano le attività dei consiglieri di riferimento all’interno delle commissioni consiliari.

Maggiori dettagli sul sito di riferimento:

Associazione “(ri)Farepadova”
tel 340 8554480
fax 049 8595111
http://www.rifarepadova.it

Lug 082014
 

Ringraziamo tutti gli elettori che nelle elezioni per il Consiglio Comunale di Padova 2014/19, hanno espresso una preferenza per Rifarepadova e per le liste collegate.
Ora potremo accogliere le vostre istanze e far sentire la vostra voce all’interno Consiglio Comunale, i nostri rappresentanti sono:

Maurizio Saia – Assessore con delega a Politiche della sicurezza, Polizia locale, Protezione civile
Antonio Foresta – Consigliere
componente di tutte le Commissioni consiliari

Fernanda Saia – Consigliere
componente della Commissione consiliare I, della Commissione consiliare II e della Commissione consiliare III

Mag 302014
 
Bitonci

Il Mattino di Padova del 28 maggio 2014

Il candidato del centrodestra al lavoro sulle alleanze «Il mio programma saprà catalizzare gli elettori»

PADOVA. «Il 67% dei padovani ha scelto di non votare per Rossi». L’assalto di Massimo Bitonci a palazzo Moroni riparte da questa considerazione, forte di un boom di consensi che lo ha visto distanziato di poche lunghezze – un paio di punti percentuali – dal sindaco uscente. Alla faccia di chi diceva che i padovani non avrebbero mai votato per un candidato di Cittadella.

Ieri mattina l’esponente del centrodestra era già in giro tra piazze e Salone a stringere mani: «È incredibile la quantità di persone che mi ha fermato o chiamato per dirmi che domenica verrà a votare – racconta – direi che ra la sensazione è ancora migliore di lunedì, perché la gente sta mettendo fuori la testa. E ho l’impressione che ci sia ancora lo spazio per una forte crescita. Mi fa sorridere chi dice che sono indietro: mi scontro con un sindaco uscente e ho recuperato realizzando un gap che ora mette a serio rischio il risultato finale» aggiunge soddisfatto. Ma gli incontri non si sono limitati agli elettori, su un piano parallelo procedono le trattative per costruire alleanze che rafforzino il consenso. Malgrado le tensioni della campagna elettorale, ora il centrodestra punta a recuperare Saia: «Siamo disposti a confrontarci con tutti, mettendo al centro della discussione i programmi, in questo momento la situazione è in divenire» taglia corto «è molto difficile dire che il mio progetto sia diverso da Saia su alcune tematiche, dalla sicurezza al futuro dell’ospedale. E la sfida è proprio su queste questioni. Con alcuni ci sono affinità naturali che potrebbero arrivare ad essere anche programmatiche, mentre con altre realtà ci sono differenze inconciliabili». Ed è proprio sul programma che il candidato del centrodestra punta di calamitare l’elettorato, al di là delle appartenenze politiche: «La città ha dato un chiaro segnale di voler cambiare – prosegue Bitonci – e ritengo imprescindibili i punti che segnano la nostra discontinuità rispetto a Rossi e Zanonato. Discontinuità che i padovani chiedono a gran voce». Un esempio su tutti riguarda il futuro della sanità a Padova: «Io ho detto chiaramente no al nuovo ospedale e sì alla ristrutturazione e al recupero dell’attuale sede» spiega «a quel punto immagino che un operatore che lavora nella sanità si esprimerà a seconda di quello che ritiene più giusto, indipendentemente da chi ha votato: ci sono affinità che vanno al di là degli apparentamenti che si possono fare sulla carta. E io credo che con il nostro programma, caratterizzato da prese di posizione serie, siamo in grado di raccogliere consensi anche al di fuori del nostro bacino naturale».

Bitonci ribadisce le sue linee guida per la città: «No all’auditorium in piazza Eremitani, sì alla realizzazione al centro congressi, in Fiera. No al degrado della città, sì alla sicurezza, con regole chiare per tutti. No al cemento, sì alla tutela del verde, dei parchi, della cinta muraria e dei quartieri dal rischio allagamenti. Soprattutto, no ad accordi basati sullo scambio di favori e poltrone» conclude «i padovani hanno recepito la volontà di dare risposte, laddove Rossi si limitava a liquidare i problemi con le battute – conclude – per capire il malessere delle persone bisogna stare in mezzo a loro, non chiudersi a palazzo Moroni, limitandosi ad inaugurare opere fino a pochi giorni dall’apertura delle urne».

Simonetta Zanetti

Mag 302014
 

Il Mattino di Padova del 30 maggio 2014

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PADOVA. Bitonci e Saia hanno chiuso l’accordo: correranno a braccetto l’8 giugno. Oggi alle 13 a Palazzo Moroni sarà ufficializzato l’accordo dopo l’incontro privato di ieri, servito a stemperare i toni e rimettere in piedi un’alleanza vera di centrodestra.

«Abbiamo iniziato un percorso di apertura – ha ammesso Maurizio Saia – ma non c’è niente di certo. Siamo riusciti a parlare con serenità dei programmi per la città, anche perché Bitonci si è smarcato da alcuni suoi sostenitori che hanno fatto una campagna elettorale denigratoria nei miei confronti e che non dimentico. Non sono permaloso, ma la dignità e i rapporti umani per me sono al primo posto».

Nonostante l’ostinata prudenza e l’iniziale diffidenza nei confronti della squadra Bitonci, alla fine lo sceriffo ha ceduto alle avances. Sul piatto Saia aveva posto una sola condizione, ossia quella di conoscere prima la squadra di giunta con cui avrebbe lavorato, dato per scontato che con Bitonci sindaco sarà lui l’assessore alla sicurezza.

«Non le chiamerei condizioni – dice Saia – Io ho solo voglia di lavorare in maniera intelligente e con Bitonci abbiamo parlato di questo, perché finalmente ha dimostrato una certa libertà d’azione che prima non mi aveva mai dato la sensazione di avere. Su molte cose abbiamo le stesse idee».

Dal quartier generale di piazza delle Erbe intanto Bitonci ha confermato che la sua sarà una squadra di tecnici, e che Saia avrà carta bianca sulla sicurezza: «Io non voglio gente che faccia il giretto in comune il sabato mattina – ha spiegato Bitonci – ma gente che lavori a tempo pieno per la città. I miei assessori saranno tecnici e quello dell’assessore diventerà il loro mestiere. Sulla sicurezza ho già ribadito che mi circonderò dei migliori». E il migliore, ormai, ha un nome solo: Maurizio Saia.

Mag 222014
 

Venerdì 23, dalle 20.00 fino a mezzanotte, vi aspettiamo per l’atto conclusivo di questa esperienza straordinaria, coinvolgente e piena di momenti significativi. Ci saremo noi, voi, buona musica, buffet offerto, per un momento di festa responsabile in un luogo spesso noto alle cronache per episodi di violenza e criminalità: Piazzale Azzurri d’Italia all’Arcella. E’ qui che concluderemo la nostra campagna elettorale. Altri hanno scelto il centro, tra la comodità e il “lusso” delle piazze, noi invece cerchiamo di essere tra la gente, in mezzo alle problematiche e alle difficoltà.
Ti aspettiamo per portare la tua testimonianza e la tua importante presenza tra noi, avrai la possibilità di incontrare Maurizio Saia e tutti i nostri candidati e di confrontarti con le nostre idee per fare ripartire Padova e per (ri)farepadova.

Mag 202014
 
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il Corriere del Veneto di martedì 20 maggio 2014

L’ex assessore alla Sicurezza: «Censimento e attenzione ai nuovi poveri»
Una giornata con l’ex deputato di An. Ragazzo del Fronte della gioventú, ora fuori dai partiti. Visione ella città alla Rudy Giuliani: rispetto delle regole e trasparenza.

PADOVA Tra pochi giorni si vota, la campagna elettorale è nel punto più caldo. Almeno per i candidati: ora tutti incontrano tutti, in un tourbillion di appuntamenti l’uno appiccicato all’altro, con orari che si fatica a rispettare. È così anche il venerdì 16 di Maurizio Saia, che nella corsa a palazzo Moroni è sostenuto da Ndc, Udc, Cdu, «(ri)fare Padova» e altre liste. Alle 8 di mattina il briefing nella propria sede in pieno centro; poi il primo incontro in Corso Milano con residenti e docenti di asili e scuole private «tutti incavolati per la ciclabile, che priverà la strada dei pochi parcheggi disponibili, ammazzando, peraltro, il commercio locale »; alle 9,30, quello a sostegno di Federico Bruson, di «(ri)fare Padova»; alle 11, visita a Villa Altichiero, struttura per anziani; alle 13,30 l’appuntamento con le cooperative sociali del gruppo Polis. Una pausa verso le 15; e l’occasione per fare due chiacchiere. Che fare, in caso di successo? Quale, la prima azione da sindaco? «Scegliere un altro comandante della Municipale ». Beh, perché? Sembra una posizione «personale ».

«Serve un segnale forte, che faccia capire a tutti che l’aria è cambiata. Ora gli agenti sono scoraggiati, e non c’è nulla che possa influire così negativamente sullo spirito di corpo. È una delle cose che mi ha insegnato l’allora prefetto e ora questore Giuseppe Caruso: il numero degli agenti non è così importante; la loro motivazione, sì. E poi si tratta di riorganizzare l’intero sistema». Cos’è accaduto? «Avevo inanellato – afferma – un insieme di record a livello nazionale, quand’ero assessore (giunta Destro, ndr): la polizia locale h24, con quattro pattuglie serali e tre notturne; 160 agenti in più in tre anni; il primo sistema di videosorveglianza interforze, tutto cablato; l’integrazione, con ufficio in questura, tra polizia municipale e di Stato; la prima squadra cinofila locale, che ha vinto pure un premio in America; la Sis, squadra interventi straordinari, contro spaccio e altro; più poliziotti in commissariato; 60 uomini, anche grazie all’intervento di Giuseppe Pisanu (allora ministro degli Interni); i vigili di quartiere; e il gabinetto di foto segnalamento, allora più attivo di quello della questura ». E allora? «A seguito della caduta della giunta di centrodestra, questo sistema è stato limato. Restano alcune cose, come la videosorveglianza, che però non è stata aggiornata». Ma rimettere insieme una struttura del genere avrebbe costi elevati, in tempi in cui si fatica a trovare in due euro. «Ci sono finanziamenti europei, e società che ti piazzano gratis le telecamere nuove, se concedi loro la gestione dei varchi elettronici. E poi, molti soldi possono essere reperiti ristrutturando la macchina comunale, che opera con software antiquati ».

L’idea di Saia è quella, in generale, di alzare l’asticella del rispetto delle regole. Per tutti e dal basso e a 360 gradi: dal biglietto del tram al semaforo per i pedoni. Insomma, un po’ alla Rudolph Giuliani. Ma non si rischia che passi il concetto di una società irreggimentata, al passo serrato – un posto per gregari? «La sicurezza – taglia corto Saia – o la fai così o non la fai». Comunque sia, così la pensa il candidato, il cui passato è noto. Padovano, 55 anni («ultimo nato in via Dante; da allora, dei parti si è occupato l’ospedale»), papà medico siciliano e mamma di Piazzola sul Brenta, mai sposato, «amante del giardinaggio». «Mi sono iscritto al Fronte della gioventù da giovanissimo, nel 1973. Erano tempi duri, quelli dell’assassinio di Mazzola e Giralucci: comunque, nel 1980 ero consigliere comunale a Abano Terme, ma quando parlavo i “colleghi” si alzavano e uscivano dall’aula. Parlava un “fascista”. E una volta gli autonomi me l’hanno date, mentre appiccicavo un manifesto monarchico (in memoria di Giovanni di Borbone, re di Spagna) ». Poi, una laurea in giurisprudenza e l’attività di promotore finanziario; nel 1995 è in consiglio comunale, nel 1999 è assessore alla sicurezza, ma due anni dopo è deputato per An; nel 2010 lascia il Pdl per Fli, che abbandona nel 2011.

Attualmente è «fuori dai partiti»; per i quali non nutre una grande stima: «Posti dove i lacchè hanno sostituito le competenze». Alle 17,45, lo seguiamo all’ex Fornace Carotta, a un incontro con i candidati organizzato da Legambiente. Altra occasione per saperne di più. Circa il «nuovo ospedale», per Saia «bisogna fare una sorta di consultazione popolare; i cittadini, dopo essere stati informati sui costi dell’operazione, potranno sapere liberamente come si spendono i loro soldi». Quanto a opere pubbliche, un’idea è quella di fare dell’ex caserma Prandina un parcheggio collegato al centro con bus navetta. «Anche con una prova di forza, se necessario, per evitare lungaggini: andrò al ministero della Difesa, dal responsabile del procedimento, e lo diffiderò in caso di ritardi; contemporaneamente, mi autodenuncerò, facendo aprire i lucchetti e iniziando i lavori». In generale, Saia pensa al rilancio dei progetti dei parcheggi in Piazza Rabin (ex foro Boario-Prato della Valle), Piazza Mazzini e Largo Europa, anche tramite lo strumento del project financing. E quanto alla caserma dei carabinieri di Prato della Valle, «presto passerà al Comune: perché non farne un ostello a basso prezzo, per incentivare il turismo religioso?».

Poi in macchina per altri appuntamenti. Nel percorso si parla di imposte locali. «Per esempio – afferma – si potrebbe aumentare la soglia dell’esenzione Irpef, da 15 a 18mila euro. Ridurre l’aliquota Imu (attualmente allo 0,40%) a chi affitta a canone ribassato; ma soprattutto, abbattere le aliquote comunali su acqua e gas, e trattare con Aps Acegas e altri per individuare la tariffa più conveniente ». E di sociale. «Si devono subito stringere accordi con la piccola e grande distribuzione alimentare per recuperare merci vicine alla data di scadenza ma ancora commestibili». Verso sera, due appuntamenti: uno in piazzale San Bellino, di fronte a una trentina di persone; e uno alle 21 dalle parti di Montà, a sostegno del candidato Carlo Andrea Cardona (RiFare Padova). Infine, verso le 22, un incontro con Fabrizio Comencini (Liga Veneta Repubblica, che sostiene Saia) e Luca Azzano Cantarutti di Veneti Indipendenti; presenti oltre 50 persone. Ma che ci fa Saia tra gli indipendentisti? «Il referendum è un diritto; e poi, la burocrazia romana, che conosco bene, è farraginosa. Alla fine, una questione di sopravvivenza». A fine giornata, il punto della situazione. Saia pensa di avere buone chance, e di potersela giocare con il vicesindaco reggente Ivo Rossi al secondo turno. Ma se al primo turno passassero Rossi e Massimo Bitonci (Forza Italia, Carroccio e altri) chi butterà dalla torre? «Tutti e due. Prima Bitonci, il cui staff mi attacca, e poi Rossi; ma li butto tutti e due».

II summit in sede
La giornata comincia con il summit nella sede elettorale di via Marsilio. Maurizio Saia fa il punto con i suoi collaboratori. «Gli spazi? Sono del geometra Guerino Polito, titolare dell’agenzia Antoniana Case. E’ un amico, mi ha concesso di usarli senza canone»

Tra la gente nelle piazze
Maurizio Saia al mattino in tour per le piazze della città.
Tra la gente, il candidato ascolta problemi, raccoglie richieste e discute di possibili soluzioni. In corso Milano
il tema caldo è la nuova ciclabile. Residenti e insegnanti non la vogliono, perché ruberà parcheggi

pal.MoroniChi è
Maurizio Saia, 55 anni, padovano, laurea in legge e attività di promotore finanziario. E’ stato assessore e
parlamentare.
Le liste che lo supportano:
Rifare Padova, Ncd, Progetto Padova, Liga Veneta, Pensionati, Popolari per Padova, Barbara Degani con Saia e Cdu

Fornace Carotta: dibattito per Legambiente
A sera arriva l’ora del confronto con gli altri candidati sindaco, organizzato da Legambiente. L’occasione per
parlare di nuovo ospedale e di alcune opere pubbliche, ad esempio l’idea di fare all’ex caserma Prandina un
parcheggio collegato al centro con bus navetta.

L’appello al voto
Sul sito wvw.corrieredelveneto.it/padova il video appello di Maurizio Saia. «Ecco perché votarmi»

Mag 202014
 

1. Se vincessi, nel giro di tre giorni gli accattoni sparirebbero dal centro e nel giro di tre mesi la città sarebbe “liberata” dal degrado in cui si trova. Serve da subito una nuova organizzazione della Polizia Municipale, attraverso un aumento immediato delle risorse umane – con 50 nuovi vigili – tre presidi fissi di Polizia (Nord, centro e sud), e estensione della presenza nei turni notturni.

2. Ospedale: la decisione finale deve essere presa dai padovani, anche attraverso lo strumento referendario. Centro congressi e auditorium: sarebbe auspicabile avere una sola struttura. Però i lavori al centro congressi sono già partiti e quindi se è ancora tecnicamente possibile rendere compatibili le due strutture, va bene. In caso contrario bisognerà trovare una nuova sede per l’auditorium.

3. Padova, secondo gli ultimi dati, è la città più inquinata d’Europa. Si deve intervenire sul traffico, rendendo più agevole la sosta specie in centro, e quindi mettendo fine al carosello continuo delle auto.

4. Aliquote IMU come leva per lo sviluppo, abbassando al massimo la tassazione per chi affitta ad attività commerciali o industriali, e alzandole invece per edifici sfitti o adibiti a garage e banche. Poi pensiamo ad aliquote elastiche: se un’azienda attraversa un momento di difficoltà, deve essere sostenuta attraverso un abbassamento delle imposte.

Mag 192014
 
LOGOLISTA

Il Mattino di Padova di lunedì 19 maggio 2014

Mancano pochi giorni all’appuntamento elettorale e si vede. I politici rispondono volentieri alla chiamata. E i candidati sindaci arrivano di persona (Saia e Salmaso), oppure mandano messaggi (il candidato Francesco Fiore) o sostituti (Ivo Rossi), salvo chi diserta preferendo non pronunciarsi. Concluso il corteo, l’appuntamento organizzato dal Ccrsv (Comitato di crisi regionale della sanità veneta) si sposta in una sala di Palazzo Moroni, messo a disposizione dall’amministrazione comunale. Alberto Salmaso, in corsa con una lista autonoma, sottolinea: «Sono stato un vostro sostenitore fin dalla prima ora: sanità pubblica e privata non sono in contrasto». Poi un invito alla Regione (forse agli ex amici): «Quando si sbaglia, è segno di maturità tornare sui propri passi». Risponde all’appello pure Maurizio Saia, in corsa con una coalizione “civica”: «La Regione deve assumersi la responsabilità di organizzare un tavolo per discutere con gli operatori della sanità convenzionata. Se diventerò sindaco farò la mia parte» promette. Barbara Degani, mano nella mano con la figlioletta e sneakers ai piedi, ex presidente della Provincia pidiellina, ora sottosegretario all’Ambiente con il Nuovo Centro destra di Alfano, era in testa al corteo (con Salmaso e Paolo Cavazzana del Pd): «Trovo incomprensibile l’atteggiamento della Regione verso la sanità privata. Nell’immobilismo regionale, non si capisce perché in materia di sanità si decida subito». Ai suoi ex amici di partito non fa mancare nulla: «La quinta commissione (presieduta appunto da Padrin, Pdl) ha dato il meglio di sé».

Critici i consiglieri regionali Antonino Pipitone (Idv, candidato alle Europee e in consiglio comunale) e Claudio Sinigaglia (Pd), «C’è un palleggiamento di responsabilità fra il direttore generale della Sanità veneta Mantoan e l’assessore Coletto, mentre si è passati alla massima discrezionalità attribuendo ai direttori generali delle Usl la decisione sui budget delle strutture convenzionate». E poiché in Veneto ci sono 21 Usl, «sono stati creati 21 sistemi sanitari diversi» ha rammentato Lia Ravagnin, presidente dell’Anisap veneta, «Lo scorso novembre sono stati erogati alle strutture sanitarie accreditate 9 milioni di euro sui 23 promessi. Mancano all’appello 15 milioni ma non sono stati fissati i criteri. Intanto c’è stata una perdita di posti di lavoro del 15% e tutto questo mentre la prestazione erogata dalle strutture accreditate costa la metà rispetto a quelle fornite dalle strutture pubbliche, pur con un livello qualitativo alto». Alessandro Buriani, presidente del Ccrsv, aggiunge: «Quest’anno le strutture accreditate hanno erogato 5 milioni in meno di prestazioni e visite specialistiche grazie ai tagli». Infine l’assessore comunale Fabio Verlato (Pd) ha portato il saluto del candidato Ivo Rossi: «La sanità privata convenzionata è un valore che va difeso. Come amministrazione, chiediamo l’apertura di un tavolo di concertazione con la Regione». (cri.gen.)

Mag 182014
 
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SAIA E VIARO : SU EQUITALIA, IL COMUNE DALLA PARTE DEI CITTADINI

Maurizio Saia e il candidato consigliere comunale Stefano Viaro (ex candidato sindaco di Padova città vivibile) effettueranno lunedì 19 maggio dalle 10 alle 12 un volantinaggio di fronte alla sede di Equitalia in via Longhin per promuovere una petizione popolare.

“L’obiettivo della petizione è quello di impegnare il sindaco di Padova ad aprire un nuovo modo di gestire il rapporto con Equitalia – spiega Stefano Viaro – In questo momento, trascorsi i termini per il pagamento della multa, il Comune passa la pratica direttamente ad Equitalia perché questa inizi il percorso per il recupero del credito, con aggravio di spese per il contribuente.

Quello che noi chiediamo è che prima di passare la pratica ad equitalia, il comune tenti di concordare un piano di rientro con il contribuente, realizzandolo in modo personalizzato. Solo dopo che il contribuente abbia saltato sei rate di questo piano, la pratica potrà essere passata ad Equitalia.

Si tratta di un percorso in linea con la legge, che non va in contrasto con Equitalia ma semplicemente dà più tempo ai cittadini per far fronte ai suoi impegni con il Comune.

Accanto a questo, chiediamo che venga istituito in Comune un apposito ufficio al quale possano rivolgersi tutti coloro che intendono contestare e proporre ricorso a multe, ingiunzioni, ordinanze ecc. e per tale scopo siano istruiti sulle modalità da seguire per presentarlo: tale servizio dovrà essere esclusivamente gratuito. Infine chiediamo che il sindaco rinunci formalmente a presentare appello contro quelle sentenze che accolgono positivamente i ricorsi in questione”.

“Nel modello di città che abbiamo in testa – spiega Maurizio Saia candidato sindaco – il Comune è al fianco dei cittadini, non solo a parole ma anche e soprattutto con i fatti: per questo abbiamo accolto in pieno le proposte di Padova Città Vivibile e di Stefano Viaro”.

Mag 182014
 
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Il Mattino di Padova del 18 maggio 2014
di Claudio Malfitano

Un quartiere in continua trasformazione, che sperimenta il «melting pot» e si confronta con l’allarme sicurezza. Un patchwork che alterna villette di pregio a luoghi abbandonati e edifici dismessi. Dove trovano spazio i locali di via Bernina, assieme ad aree post industriali diventati punti di incontro e centri commerciali. È l’Arcella il quartiere in cui, con tutta probabilità, si deciderà la tornata elettorale del 25 maggio. È il quartiere più popoloso della città ed è un flusso di voti «mobile» che può passare da un partito all’altro.

Una città nella città, che soffre la cesura con il resto di Padova a causa di qual fascio di binari che la delimita a sud attraversandola da est a ovest.

Per semplificare: se il centro storico è tradizionalmente conservatore e i quartieri periferici più orientati a sinistra, l’Arcella è il pendolo che può decidere la partita.

Scattano le iniziative. Per questo molti tra i candidati sindaco hanno scelto di puntare l’attenzione sull’area nord della città. Maurizio Saia ha già deciso che terrà in Arcella l’evento di chiusura della sua campagna elettorale, venerdì prossimo. Andrea Colasio conosce benissimo il quartiere perché nella torre Gregotti c’è il suo ufficio: ha sperimentato le difficoltà sul pianto della sicurezza, rimandendo vittima dell’«aggressore seriale» che ha terrorizzato il rione alcune settimane fa. E ancora: Francesco Fiore è cresciuto all’Arcella, nel rione Santissima Trinità. A Pontevigodarzere abita anche Daniela Ruffini, candidata di Rifondazione comunista. E anche il candidato a 5 Stella Giuliano Altavilla, dopo essere cresciuto in via Marghera adesso vive «oltre» la stazione.

Infine i grandi partiti schierano nel quartiere alcuni dei personaggi che raccolgono il maggior numero di preferenza in città: Luisella Rettore, ultimo presidente di circoscrizione, per Forza Italia. E poi il vicepresidente del consiglio comunale Paolo Cavazzana e il giovane Dario Gorji per il Pd.

Il peso dell’Arcella. Vale il 16% del totale l’elettorato dell’Arcella. Si tratta di circa 20 mila voti. Una quantità che va riducendosi, visto l’aumentare dell’astensionismo. Ma che è sempre fondamentale. Lo scorso anno, per le politiche, votarono in 20.931. Nel 2009, alle scorse comunali, furono 21.376. E ancora: nel 2004 ci furono 22.709 voti e 22.977 per le elezioni del 1999.

La tradizione operaia. La presenza storica di industrie ne hanno fatto nel tempo un quartiere operaio, quindi tradizionalmente di sinistra; soprattutto nell’area di San Carlo. Ma molto forte è stata anche la presenza delle parrocchie, come il santuario di Sant’Antonino, Santissima Trinità e San Bellino. Ma negli ultimi anni, caduti gli steccati ideologici, tutto è cambiato.

I flussi elettorali. Lo scorso anno alle politiche la vera novità fu l’exploit di Beppe Grillo che nel quartiere nord raccolse quasi 5 mila voti. Il primo partito però resta il Pd che negli anni ha sempre mantenuto più di 6 mila voti: 6.076 nel 2013, 6.232 nel 2009 (con la civica di Zanonato), 7.715 nel 2004 (tra Ds e Margherita), 7.610 nel 1999 (sommando Ds, democratici e popolari).

Emorragia di voti invece nel centrodestra: Forza Italia e An nel 1999 raccoglievano oltre 8 mila voti, dieci anni dopo il Pdl ne ha raccolti 4.756 e lo scorso anno alle politiche è arrivato a 3.534 preferenze. Nel 2009 il centrodestra riuscì a conquistare la circoscrizione solo grazie all’apporto della lista civica di Marco Marin che portò in dote 1.878 voti, mentre fu snobbata la civica di Zanonato che ne raccolse solo 559. Nel ballottaggio però l’Arcella scelse il sindaco uscente. A parte la zona della prima Arcella che avrebbe preferito Marin.

Le questioni in campo. Sono numerosi i temi aperti nel dibattito politico del quartiere. Ma la prima e più sentita è sicuramente l’emergenza sicurezza. Degrado e microcriminalità sono una realtà nell’area dietro la stazione e nella prima Arcella.

Ma sono tanti i «non luoghi» che nel disegno dell’Arcella rimangono in chiaroscuro. In piazzale Azzurri d’Italia si è arenato il progetto delle torri Gregotti dell’Immobiliare Valli dopo un referendum di quartiere. Resta il centro del rione ma di fatto è un piazzale-parcheggio. Poco più avanti l’edificio ex Configliachi resta desolatamente chiuso nella sua architettura razionalista lungo via Guido Reni. Se ne era immaginato il futuro come sede del liceo Marchesi, ma l’ipotesi poi è sfumata. In tema di cultura il quartiere resta senza una nuova biblioteca: avrebbe dovuto sorgere, assieme a una torre residenziale, nell’ex Saimp. Ma la crisi ha fermato il progetto. Infine l’area dell’Ansa Borgomagno: abbattuti i vecchi capannoni, la riqualificazione resta un’incognita.

Mag 182014
 

(L.M.) Pic-nic al parco Iris ieri per Maurizio Saia – Rifare Padova, e i suoi sostenitori dopo che l’amministrazione aveva negato il permesso per i giardini dell’Arena. «Vogliamo far sì che i parchi tornino luoghi sicuri per le famiglie ed i cittadini non solo nei
week end ma nella quotidianità delle persone quando i cittadini non ci possono andare perché ci sono troppi immigrati – dice Saia –
inoltre stanno per entrare in possesso del Comune tutte le ex Caserme, alcuni di questi spazi diventeranno parchi».